Κεμεντσές

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Κεμεντσές

 

 

 

 

 

KEMENTSES

 

La forma di kementsès è molto somigliante ad una lunga scatola  che si restringe in alto e finisce a “kefali” (testa). La lunghezza è di 50-60 cm. La copertura della “vaschetta” è di legno di pino, molto fina, con due aperture curve (rothonia). Le corde sono 3 e si chiamano “zill”, “messea” e “chamba’”. Negli anni passati, erano di seta, in seguito d’intestino ed oggi di metallo. L’arco, di legno d’ulivo, è fatto con i peli della coda di cavallo (tsaria). Esiste anche un piccolo kementsès per bambini che si chiama “kementsopon”.

Il suonatore spesso sta in piedi, tenendo lo strumento verticalmente davanti a sè, con la sua mano sinistra. Canta e segue da vicino i danzatori per esaltarli con la voce e la musica. Suona la melodia, su due corde contemporaneamente, oppure su una sola, tenendo “l’isso” con l’altra. Con il kementsès si esegue, esclusivamente, musica di Pontos. Abitualmente suona senza essere accompagnato. Quando lo spazio è grande e aperto e non si riesce a sentire bene, può essere accompagnato da un altro kementsès o da un dauli.

I Greci della Cappadocia suonavano uno strumento simile che si chiama kemanès. La particolarità di kemanès è quella di avere, oltre alle 6 corde che sono suonate dall’arco,  altre 6 corde, in una seconda fila situata sotto le prime, che vibrano in sintonia con le altre.

http://www.danzegreche.it/vassilis.html