ODORI E SAPORI DI ATENE

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ODORI E SAPORI DI ATENE

 

 

 

Alberto Savinio

 
     
     
 

 

Alberto Savinio (1891-1952), all'anagrafe Andrea de Chirico, fratello del pittore Giorgio de Chitico, nacque ad Atene da padre italiano e madre greca. Musicista, pittore e narratore, Savinio si formo a Parigi dove tra il 1909 e il 1915 fu a contatto con Picasso, Apollinaire e Leger e con gli ambienti artistici piu avanzati. Dopo essersi dedicato quasi esclusivamente alla pittura, Savinio tomo alla letteratura negli anni Trenta, pubblicando tra gli altri Dico a te, Clio, Infanzia di Nivasio Dolcemare, Tutta la Vita, Il Signor Dido.Savinio e' stato definito dalla critica "scrittore del fantastico ".la sua prosa e' surreale, ricca di comicita' a volte un po' sinistra, portata ai giochi di parole e ai capovolgimenti di senso. Nelle pagine dedicate alla patria Atene emergono con nitidezza atmosfere, colori, suggestioni, apprezzamenti e critiche.

 

... Atene, Nivasio Dolcemare la conosce bene. Ad Atene Nivasio Dolcemare ci e' nato. Ci e' nato nell'agosto 1891, sotto un caldo così sfolgorante che, diversamente dagli altri neonati, egli non ebbe impressione di fresco nel venire al mondo [... ]. Era una casa grande e piena di vento sulla quale di notte cantava la civetta. Una casa situata nel viale dell'Universita, di fronte all'Iliou Melathron nel quale Enrico Schliemann si credeva di far rivivere la reggia di Priamo, nei pressi del palazzo di Giorgio I° cosi fittamente circondato di piante papiracee, che a passarci sotto in primavera si starnutisce a ogni passo. Atene, Nivasio Dolcemare la ricorda bene. Ricorda i bakalika (pizzicherie) pieni di ogni ben di Dio, e onde traboccavano sul marciapiede i mezelikia (antipasti), gli orektika (antipasti), le bottariche, le olive di Kalamata lustre e lunghe come enormi perle nere, i barattoli del caviale nero e giallo, gli storioni affumicati, le otri fuor delle quali spumeggiava il tulumissio (formaggio bianco e molto salato, contenuto dentro otri caprine, molto "omerico"), le candide mizitre (ricotta), che si chiamano cosi dal nome di Mizitra [Mistra], la città situata ai piedi del Taigeto sulla sponda dell'Eurota, e nella quale il visconte di Chateaubriand si rifiuto di riconoscere la citta nella quale Menelao andava a letto con Elena la divina; ricorda i lachanopolia (negozi di ortaggi) verdi e freschi come commestibili giardini ricchi di erbaggi e di verdure, compresa quella misteriosa bamia (sorta di leguminosa) che fuor di Grecia e' ignotissima, e somiglia a un chiodo da carro; ricorda gli psomadica (panetterie) nei quali a cataste si levano i karvelia, che è la pagnotta del popolo, crostosi e scuri sul tetto e il fianco spumoso di quella sostanza più bianca e meno cotta che è come la cartilagine del pane, e a piramidi le franzoles che sono le dorate pagnottelle della classe "abbiente"; ricorda i manavika (negozi di frutta) pieni dei più bei doni di Pomona, i poponi attici e vittoriosi rivali dei cantano (poponi francesi), le pesche enormi e più profumate delle scientifiche pesche coltivate a Santena, i grappoli lunghi delle rodites che è l'uva delle rose; ricorda i magheria (bottega alimentare, cucina all'aperto) nei quali alla vista del passante il magheras (cuoco) cucina l'amipsilo (agnello arrosto), il kebap, l'iman-baildi, ossia le melanzane apparecchiate alla turca, chiamate così perché secondo una tradizione veritiera l'iman che per primo le assaggio venne meno(baildi) dal piacere; ricorda nei pressi della Ormonia, all'inizio della via Patissia, il friggitore di svinghi (bigné) che arrotolava la pasta sull'indice, la gettava con destra rotazione nell'olio bollente, poi solida con destra rotazione nell'olio bollente, poi solida dorata la avvoltolava nel miele; ricorda i galaktopolia (latterie) che da invisibili mammelle esprimevano i kaimak (sorta di latticino), i malebi (idem), il rizogalocol latte), i yaurt grassi di crema e ricorda .....

Bompiani, MILANO 1988.