EPIRO

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EPIRO

ALLA SCOPERTA DELLA GRECIA NORD-OCCIDENTALE 
L’Epiro, regione situata a nord-ovest della penisola, è la parte meno visitata del Paese perché la provincia più montagnosa della Grecia. La catena di Pindos è la frontiera naturale.con l’Est e ad Ovest si estende il Mar Ionio con le spiagge, le lagune ed i delta dei fiumi dove si trovano molte oasi naturali.

Se il terreno coltivabile è scarso, vi abbondano i boschi e i pascoli. L’allevamento di caprini ed ovini è una risorsa importante per il territorio, di questo si occupano i Sarrakatsanei e i Vlacchi (Valacchi), pastori nomadi radicati nel territorio da secoli.

A causa della povertà dei villaggi montani, molti uomini emigrarano; alcuni nelle città vicine, altri all’estero. Fu l’Epiro a fornire gli esperti maestri muratori che costruirono le chiese e le moschee a Costantinopoli. Altri epiroti lavorarono come maestri fornai e pasticcieri, alla Corte dell’Impero Ottomano.

Durante i secoli XVII e XVIII, valorosi mercanti dell’Epiro, fondarano le floride colonie greche dell’Italia e della Russia. La Grecia contemporanea deve molto a questa regione che ha fatto crescere figli capaci e di straordinaria volontà, per emergere e di conseguenza contribuire con ogni mezzo alla costruzione del giovane stato Ellenico.

LA STORIA E LA CIVILTÀ 
L’Epiro fu la culla di una antica civiltà che gravitava intorno all’ oracolo di Dodoni, sorto prima del più famoso oracolo di Delfi. Una principessa epirota, la splendida Olympia, sposò Filippo II di Macedonia e divenne madre di Alessandro Magno. L’Epiro acquistò notevole importanza politica durante il III secolo a.C., sotto Pirro, fondatore di un potente stato militare.

Dopo la caduta dell’Impero bizantino, la regione divenne un principato greco indipendente, sotto la dinastia degli Angeli - nobile famiglia bizantina, originaria di Filadelfia, in Anatolia -, con capitale Arta, dove quei principi eressero alcune belle chiese.

Verso la fine del secolo XVIII un avventuriero albanese, Alì al Arslan detto Tepeleni - dal luogo di nascita -, divenne pascià di Giannina e governò la regione in nome del sultano come un capo semi-indipendente. Era di fatto, il capo di uno stato autonomo (Albania e Grecia sett.), nel quale tentò di introdurre la civilizzazione europea. Nel 1820 egli si ribellò apertamente al suo sovrano e nella guerriglia che ne seguì, fecero con lui il tirocinio, molti greci che poi si distinsero durante la guerra di indipendenza (1821-27).

Ali pascià sostenne un lungo assedio nella cittadella di Giannina, resistendo alle truppe ottomane dal dicembre del 1820 al gennaio del 1822. Quando la città assediata fu sul punto di cadere, la incendiò, si chiuse nella fortezza e, sebbene ottantenne, preferì morire anziché arrendersi a Maometto II.

L’Epiro divenne il centro di un risveglio della cultura ellenica, poichè il “Leone di Giannina” faceva ampio affidamento sui sudditi cristiani nella lotta contro il sultano turco. Durante quell’epoca Giannina fu un centro di cultura greca ed acquistò rinomanza per i suoi lavori di artigianato e di argenteria

IL LAGO E LA SUA ISOLA 
Il lago di Giannina (Lìmni Joanìnon), ha sempre avuto largo posto nella romantica storia locale e costituisce il soggetto di molte ballate popolari.

L’isola che si trova in mezzo al lago ospita 6 monasteri di epoca bizantina e post-bizantina. I più interessanti sono: il Philanthropinon (XIII sec.) il Diliou (XI sec.) e l’Agios Panteleimon (XVII sec.). Quest’ ultimo fu teatro della drammatica fine di Alì Pascià, il 24 gennaio 1822.

METSOVO 
Metsovo si trova ad est di Giannina, in pittoresca posizione fra i monti, oltre il baluardo del Pindo. Questa città occupò un posto particolarissimo fra tutti i domini turchi, grazie a un episodio di ospitalità e di riconoscenza che sembra tratto dalle pagine delle “Mille e una notte”.

Nel XVI sec. un gran Visir cadde in disgrazia del Sultano e andò a rifugiarsi nelle montagne dell’ Epiro. Per un anno venne ospitato da un abitante greco di quel villaggio, che ignorò fino all’ultimo l’identità del forestiero. Quando il Visir tornò in favore, egli promise che avrebbe concesso qualsiasi cosa a colui che lo aveva cosi generosamente accolto ed ospitato. Si aspettava che il greco gli chiedesse del denaro, ma quegli, invece, domandò che la sua città natale venisse resa libera dal dominio turco. Era una richiesta senza precedenti, ma il Visir mantenne la parola. Quattro “firmani” col sigillo conservati nel palazzo comunale di Metsovo, attestano l’autonomia concessa alla città dai vari sultani che si succedettero sul trono.

PAESAGGIO 
Grazie alla protezione esercitata dalle montagne, la regione gode di un clima mite in primavera e in autunno, mentre durante l’estate il caldo raggiunge solo di rado eccessi opprimenti. La principale attrattiva naturale dell’Epiro è data dai fiumi e da alcune impressionanti gole e caverne. I fiumi costituiscono una delle più ricche zone per la pesca in acqua dolce che esistono in Europa.

L’Epiro è ricco di montagne imponenti. Una gita che richiederebbe buone gambe ma merita la fatica, è quella di visitare il Vicos: un profondo canalone lungo quasi 20 Km.

Un’altra spedizione per camminatori resistenti, è la visita alla gola di Vovoussa. Alla gola si arriva da Konitsa, pittoresca città annidata ai piedi del boscoso monte Trapezìta. Da Konitsa si scende a piedi all’imbocco della gola, attraversando l’Aòos su un ponte levatoio. La fermata per ammirare il vecchio ponte turco-uno dei più belli della Grecia- con la sua unica alta campata.

Una giornata di fatica dopo una escursione, può concludersi con una cena vicino al lago di Giannina ordinando pesce d’acqua dolce. I pesci del lago sono molto appetitosi, soprattutto la carpa, il luccio oppure l’anguilla al forno (kheli sto kharti).

Giannina è famosa per la sua pasticceria, oltre ai più noti baklavas, kadaif e galaktoboureko, bisogna provare il ravani e la bougatsa (a base di formaggio).