Evì Evàn : REBETIKO 31 Maggio 2013

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Cari soci,
per la chiusura dell'anno accademico la nostra associazione ha
organizzato una serata di musica rebetica con la partecipazione del gruppo

Evì Evàn

il giorno 31 maggio alle ore 20,00 presso l' Ostello Mergellina A. I. G.
Salita della Grotta, 23, 80122 Napoli

INTERVENITE TUTTI

per informazioni e prenotazioni

email : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Mitzi Marotta Gigli : 339-8102374
Salvatore Pironti : 081-5526346 - 348-7780949
Policarpo Saltalamacchia : 081-7529961 - 338-8874629
Annalisa Morelli : 338-4566360

 

EVI EVAN

C’è un filo rosso che percorre la storia della Grecia del Novecento: la dittatura, da quella di Metaxas a quella dei Colonnelli fino ad arrivare all’odierna dittatura dello spread. E poi la diaspora: dalla Katastrofì del 1922, quando milioni di Greci furono cacciati da Smirne e Istanbul in seguito a una disastrosa guerra con la Turchia, alle grandi migrazioni che hanno portato a disperdere nel mondo dieci milioni di greci, tanti quanti vivono oggi nella Madre Patria, fino alle migrazioni dei giovani di oggi ricominciate nella Grecia devastata dalla crisi. La musica e la lingua sono state e continuano ad essere il collante potentissimo di una società che anche nel Novecento ha prodotto una cultura di grandezza assoluta, benché poco se ne sappia, soprattutto in Italia. In particolare, la musica rebetika, nata con la Katastrofì del 1922, vietata dalla dittatura di Metaxas per i suoi forti contenuti ribelli, ha rappresentato la colonna sonora identitaria di un popolo perseguitato, oppresso, sottomesso, eppure dall’anima orgogliosa e ribelle, allergica alle regole. L’anima di un popolo sempre pronto a trasformare la tragedia in danza e ironia, così come, nell’antica Grecia, il quinto e ultimo atto delle Tragedie doveva sempre essere comico. Le canzoni rebetike sono storie vere di amore maledetto, disavventure della vita, passione per danza, vino e narghilè, e trovano espressione in musiche dove i ritmi dell’allegria si alternano alle melodie melanconiche in un viaggio che si snoda fra Istanbul e Atene; Smirne e Salonicco, fondendo insieme sonorità orientali, balcaniche, ebraiche. Spesso definito come il blues d’Oriente, il rebetiko è musica di porto e di periferie, di taverne, amori maledetti e ribellione alle regole. E’ un lamento per una perdita, ma soprattutto una sfida alle convenzioni. Così il rebetes è tornato ad essere il ribelle, il guappo e l’anticonformista in cui oggi si identificano anche le giovani generazioni che alle fabbriche tedesche preferiscono le taverne, il vino, l’amore, l’hashish e il narghilé. Non c’è taverna, nell’Atene di oggi, a Salonicco o nella più piccola isola dell’Egeo, dove dopo la mezzanotte gli uomini, sospinti dall’ouzo, non si mettano a danzare assieme ai loro vecchi le antiche danze come il hasapiko.

La band italo greca Evì Evàn è considerata il ”riferimento del Rebetiko nel nostro Paese” (da Internazionale) . E’ composta da sei musicisti che, singolarmente o insieme, hanno collaborato con Moni Ovadia al progetto itinerante Odissea; con Vinicio Capossela per il suo ultimo disco Rebetiko Gymnastas; Daniele Sepe; Giorgio Tirabassi e altri artisti.

L'ensemble è costituito dai seguenti musicisti:
Dimitris Kotsiouros: bouzouki, oud, cori 
Giorgio Strimpakos : baglamas, voce, cori
Francesca Palombo: fisarmonica, voce
Daniele Ercoli: contrabbasso, cori
Luca Cioffi: darbuka, percussioni a cornice, def
Emiliano Maiorani: chitarra

www.evievanrebetiko.com
www.facebook.com/evievan.rebetiko