Grecia: la chiusura della televisione di Stato senza preavviso scatena la protesta. Si grida al “colpo di stato”

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Grecia: la chiusura della televisione di Stato senza preavviso scatena la protesta. Si grida al “colpo di stato”

Sede Ert, Atene, manifestanti (Getty images)

Tre canali televisivi pubblici Ert totalmente oscurati dalla mezzanotte di ieri. E’ quanto rimane della televisione pubblica greca che il governo ha deciso di sospendere senza preavviso.
Nel giro di poche ore, dopo l’annuncio dato ieri pomeriggio dalle autorità, la sospensione è stata immediata: per farlo, la polizia ha bloccato il trasmettitore situato sul monte Hymette, ad est di Atene.
Un intervento che viene definito “radicale e senza precedenti”, e che comporta la buonuscita di 2.656 dipendenti che potranno presentarsi in una nuova struttura privata che sostituirà quella pubblica.
Mentre migliaia di persone si sono radunate davanti alla sede della Ert, i giornalisti della tv pubblica hanno continuato a mandare in onda tutta la notte i loro programmi sulle frequenze del digitale terrestre e in streaming su internet per protesta.
Sebbene il direttore generale della Ert, Emilios Latsios, abbia chiesto ai suoi dipendenti di abbandonare l’edificio, pena l’arresto per occupazione illegale di un edificio, i giornalisti non demordono.

La decisione ha creato una frattura all’interno dell’attuale governo guidato dal premier conservatore Antonis Samaras: due partiti su tre della coalizione hanno annunciato che voteranno contro l’approvazione del decreto in Parlamento.
Intanto però, il ministero delle Finanze ha diffuso un comunicato ufficiale nel quale annuncia che ERT non esiste più in quanto entità pubblica.

Migliaia di persone sono scese in piazza ad Atene davanti alla sede Ert, ma anche a Tessalonicco, a nord del paese.
I giornalisti sono rimasti senza parole: “Il governo, senza consultazioni né discussione ha preso tutti in contropiede, annunciando la sospensione dalla mezzanotte”, ha spiegato il giornalistaPantelis Gonos.

L’Unione dei giornalisti di Atene (ESIEA) intanto ha convocato lo sciopero immediato di 48 ore-
Il sindacato dei giornalisti Poesy denuncia come il governo “sia determinato a sacrificare la televisione pubblica e la radio per soddisfare i suoi creditori”. Infatti, con questa manovra il governo greco si allinea con il processo di privatizzazioni delle aziende statali voluta dalla troika Ue-Bce-Fmi. “E’ una soluzione facile per rispondere alle esigenze della troika”, ha affermato il sindacato Poesy.
Da parte sua, il presidente del sindacato dei dipendenti della televisione, Panayotis Kalfayanis, come riporta Tmnews, ha dichiarato a France presse l’illegalità con la quale è stato bloccato il trasmettitore principale. “Assomiglia di più a un governo Ceausescu che a una democrazia”, commenta Kalfayanis.
Mentre la Confederazione dei quadri del servizio pubblico Adedy vede il decreto come un vero “colpo di stato”.

Non si è fatta attendere la replica a livello europeo: l’Unione europea di Radiodiffusione (UER), l’ente associativo di operatori pubblici e privati del settore della tele-radiodiffusione che riunisce 56 aziende in Europa fondato nel 1950, ha sollecitato la revoca della sospensione della Ert.
Il presidente dell’UER, Jean-Paul Philippot, e il direttore generale, Ingrid Deltenre, hanno chiesto al premier greco di “utilizzare tutti i suoi poteri per annullare immediatamente questa decisione. L’esistenza di media del servizio pubblico e la loro indipendenza nei confronti del governo sono fondamentali per le società democratiche. Qualsiasi modifica di un certo spessore nel sistema dei media pubblici dovrebbe essere introdotta solo dopo un dibattito aperto ed esaustivo in parlamento e non attraverso un semplice accordo tra due ministri”, scrive l’UER.
“Pur riconoscendo la necessità di provvedere a tagli di bilancio, le emittenti pubbliche sono più importanti che mai nei periodi di crisi nazionale. Questo non significa che l’Ert debba essere gestita in modo meno efficiente di un’azienda privata. Ovviamente tutto il denaro pubblico deve essere speso con la massima accortezza”, scrivono i rappresentati dell’UER.